giovedì 17 ottobre 2019
lunedì 14 ottobre 2019
mese del benessere psicologico
IL
CERCHIO DELLA VITA
19/10/2019
ore 17.00
Diritto all'ascolto
Il cerchio della vita Tra gap generazionali ed emozioni senza tempo Ascoltare e farsi ascoltare Sostegno alla genitorialità
Il cerchio della vita Tra gap generazionali ed emozioni senza tempo Ascoltare e farsi ascoltare Sostegno alla genitorialità
Organizzato da: Dr.ssa
Sabrina Cicco
Presso: Parrocchia
Sant'Andrea apostolo
Via dott. La notte Bisceglie (BT)
Via dott. La notte Bisceglie (BT)
Un incontro informativo e formativo di 1 ora che vede coinvolti genitori di
bambini dai 6 ai 12 anni. Micro laboratorio volto al confronto e ad esercitare
l'ascolto del figlio e dell'essere genitori. Seguirà ulteriore incontro da
concordare con i partecipanti
martedì 11 ottobre 2016
domenica 17 luglio 2016
venerdì 29 gennaio 2016
TECNICHE DI RILASSAMENTO IN AZIENDA
PROGETTO TECNICHE DI RILASSAMENTO IN AZIENDA
Lo stress è un forte ostacolo per il nostro benessere quotidiano e la nostre
performance lavorative. Spesso l’ansia ci condiziona rispetto
l’attenzione necessaria per raggiungere i nostri obiettivi e il mantenimento di
un clima sereno e disteso in ufficio. Le tecniche di rilassamento sono
attività naturali che permettono di migliorare i vostri problemi di
stress, ansia e le problematiche associate. Conducono
gradualmente la persona a ridurre la tensione muscolare e contemporaneamente
quella psichica. Attraverso la decontrazione di differenti distretti muscolari
e la loro unificazione si ottiene la riduzione delle tensioni fisiche e
psichiche. Il metodo proposto dalle nostre tecniche di rilassamento, una volta
appreso, ci accompagna per tutta la vita, entrando a far parte delle cure
quotidiane e dei momenti che dedichiamo a noi stessi.
OBIETTIVI
Riuscire a gestire lo stress, individuare le modalità
più semplici ma allo stesso tempo più efficaci per recuperare e mantenere il
proprio controllo emotivo gestendo le risposte a situazioni stressanti. Capire
e gestire efficacemente le proprie risposte automatiche allo stress.
DESTINATARI
Amministratori, dirigenti, manager e quadri con
responsabilità direttive che devono gestire la propria attività professionale
con alti livelli di responsabilità ed intensità.
Quali sono i benefici?
I benefici delle tecniche di rilassamento sono
molteplici. Tra i principali effetti positivi possiamo evidenziare:
·
ridurre e in molti casi eliminare i
sintomi psicosomatici;
·
controllare l’ansia attraverso il
raggiungimento di uno stato di calma;
·
diminuire la percezione del dolore e
della tensione fisica;
·
migliorare l’attenzione, la
concentrazione e la memoria, così da potenziare le proprie prestazioni;
·
avere un rapido recupero di energie,
favorendo il riposo e la distensione
PROGRAMMA
·
Cos’è lo stress dal
punto di vista scientifico e nell’esperienza quotidiana;
·
Analizzare e valutare
il proprio livello di stress;
·
Esercizi base di
centratura per la gestione dello stress mediante il rilassamento in stato Alfa
·
Tecniche rapide basate
sulla respirazione
·
Tecniche posturali di
controllo dello stress
·
Tecniche di
immaginazione e visualizzazione creativa
·
Come gestire e
prevenire lo stress
·
Elaborazione di un
piano di azione per il controllo dello stress
Come si svolge?
Il corso ha carattere
prevalentemente esperienziale. Si articola in due giornate incentrate
sull’acquisizione delle tecniche di rilassamento utili per produrre cambiamenti
concreti nella propria realtà professionale, e dalla condivisione in gruppo del
feedback e dei risultati ottenuti dagli esercizi.
venerdì 22 gennaio 2016
domenica 28 giugno 2015
TECNICHE DI RILASSAMENTO
Un massaggio? No.
spesso ci capita di dire: mi ci vorrebbe un bel massaggio per rilassarmi! e così fissiamo l'appuntamento con la nostra estetista o pronoterapeuta e trascorriamo dai 20 ai 60 minuti in piena estasi per poi pagare e riprendere la nostra quotidianità più stressati che mai!
Ed allora ci chiediamo il perché.
Bene...il nostro corpo ha usufruito di un piacere momentaneo ma la nostra mente no. Durante il massaggio abbiamo pensato a svariate cose senza isolarci dal mondo esterno completamente.
Le tecniche di rilassamento servono a centrarsi, ossia a riportare un equilibrio interiore allontanando il mondo esterno concentrandoci solo su di noi.
Ci sono svariate tecniche usufruibili da tutti ognuno con le proprie esigenze.
Trascorrere quei 20/30/40 minuti in contatto con se stessi e tornare a casa con un senso di pienezza o comunque di ben-essere.
Stare bene con se stessi a prescindere dalle sensazioni piacevoli o spiacevoli che si possono provare e per di più acquisire una tecnica che si può eseguire tranquillamente a casa o in qualunque posto vogliamo per ritrovare il nostro equilibrio e quest'ultima parte ovviamente è gratuita.
Costo della seduta 30 euro individuale e 15 euro di gruppo ( max 4)
Costo della seduta 30 euro individuale e 15 euro di gruppo ( max 4)
Per appuntamento
sabato 28 febbraio 2015
Psicologia del benessere
Nell’attuale contesto socio-culturale,
caratterizzato dalla ricerca e richiesta di prestazioni sempre più performanti,
incentrato sulla dimensione del fare e dominato dal confronto competitivo con
l’altro e con modelli standard sempre più elevati, si registra un
incremento della domanda di aiuto finalizzata allo sviluppo e al ripristino di
un maggior benessere psico-corporeo.
Dunque cos'è "La Psicologia del Benessere"? E' una parte della psicologia che impiega tecniche e metodi volti ad migliorare il benessere dell’individuo attraverso la promozione della crescita personale e l’acquisizione di un miglior equilibrio nella gestione del quotidiano; è quindi rivolta al miglioramento delle condizioni psicofisiche della persona senza particolari difficoltà.
Il concetto-chiave della Psicologia del Benessere è il rilassamento: attraverso l’acquisizione della capacità di distendersi e rilassarsi la persona acquisisce anche un diverso approccio alla propria esistenza, liberando energie precedentemente impiegate in maniera disfunzionale (sintomi psicosomatici) ed utilizzandole al servizio delle potenzialità inespresse e del miglioramento della relazione con gli altri (assertività).
Per dirla come meglio preferisco e per farvi capire dove vuole volgere il supporto di tali tecniche vi invito a chiudere gli occhi e farvi immaginare-ricordare quel momento o anche sogno, che vi ha permesso di sentirvi in totale serenità, centrati su di voi, allontanando tutto il resto.
Dunque cos'è "La Psicologia del Benessere"? E' una parte della psicologia che impiega tecniche e metodi volti ad migliorare il benessere dell’individuo attraverso la promozione della crescita personale e l’acquisizione di un miglior equilibrio nella gestione del quotidiano; è quindi rivolta al miglioramento delle condizioni psicofisiche della persona senza particolari difficoltà.
Il concetto-chiave della Psicologia del Benessere è il rilassamento: attraverso l’acquisizione della capacità di distendersi e rilassarsi la persona acquisisce anche un diverso approccio alla propria esistenza, liberando energie precedentemente impiegate in maniera disfunzionale (sintomi psicosomatici) ed utilizzandole al servizio delle potenzialità inespresse e del miglioramento della relazione con gli altri (assertività).
Per dirla come meglio preferisco e per farvi capire dove vuole volgere il supporto di tali tecniche vi invito a chiudere gli occhi e farvi immaginare-ricordare quel momento o anche sogno, che vi ha permesso di sentirvi in totale serenità, centrati su di voi, allontanando tutto il resto.
giovedì 11 ottobre 2012
CORSO "Dalla bocca alla mente...tra gusto e benessere"
La soddisfazione
del Bisogno permette la crescita e l’inizio della scambio con l’ambiente
esterno. Fin dal momento della nascita, il bambino e la madre vivono una fusione; la nascita rompe la
simbiosi fisica e segna l’inizio del percorso di separazione-individuazione per
il bambino, ma anche per la mamma.Introdurre
nel corpo il cibo è la primissima esperienza di differenziazione che si compie; inizia la differenziazione tra un dentro e un fuori, tra un Sé e
qualcos’altro…..
Il cibo ha un forte impatto sessuale e non solo, su mente e corpo.
Il cibo è un tranquillante naturale, produce endorfine, ci calma e ci distende. Di conseguenza non mangiando siamo suscettibili e nervosi, quindi meno disposti ad abbandonarci al piacere, al punto che si può parlare di vera e propria ''anoressia sessuale''. Cala il desiderio e le energie si riducono drasticamente.La maggioranza degli italiani considera il menù imprescindibilmente associato a vita e amore e diventa una potente arma di seduzione.
Partono le iscrizioni al corso che partirà a Gennaio dove si interagirà con lo psicologo e lo chef.
venerdì 28 settembre 2012
CORSO INTERATTIVO SULL'AUTOSTIMA
L'autostima dipende dal voto che diamo a noi stessi, il nostro vivere e il raggiungimento di un obiettivo.L’autostima è semplicemente una stima, una valutazione, o se vogliamo la risposta alla domanda: ”Cosa penso di me?”.
a Gennaio parte il corso interattivo sull'autostima,
le iscrizioni si accettano da subito
max 15 persone
quota di partecipazione 25,00€ a persona
durata del corso :12 ore suddivisi in 6 incontri di 2 ore ciascuno
frequenza: una volta a settimana con orario e giorno da concordare con i partecipanti.
Il corso verrà svolto presso il mio studio a Bisceglie
Gli argomenti che verranno trattati da tutto il gruppo verteranno su:
Da dove nasce l'autostima
Perchè l'autostima è così importante?
Cosa bisogna fare per migliorare la propria autostima?
lunedì 14 maggio 2012
La crisi e il suicidio
La crisi e il suicidio
La serie di suicidi che nell’ultimo periodo avvengono in
relazione, più o meno diretta, con situazioni di difficoltà economica interroga
ognuno di noi. Le persone che si rivolgono a noi esprimono i loro dubbi: “Ce la
farò a non impazzire di fronte al fallimento dell’azienda di famiglia?”. “Se,
finita la cassa integrazione, non trovo un nuovo lavoro non è che cadrò in
depressione ed arriverò a suicidarmi?”. “Sono talmente arrabbiato e frustrato
che a volte penso di fare qualcosa di eclatante! Ho perso il lavoro e a 45 anni
non so più dove sbattere la testa, ho perso la mia famiglia, che ne sarà di
me?”.
Questo clima
di tensione e angoscia esistenziale appare quasi palpabile.
In Italia i suicidi
annuali secondo le statistiche sono circa 1 ogni 20 mila abitanti con enorme
differenza fra Nord e Sud. In particolare al Nord sono 4 volte di più che al
Sud. La ricca e prosperosa (economicamente) Germania ha il doppio di suicidi
rispetto all’Italia mentre il picco, quattro volte superiore, lo troviamo
nei paesi scandinavi. Il benessere economico parrebbe, quindi, ininfluente
rispetto al fenomeno. Su questi dati statistici aleggiano seri dubbi. Se il
suicida non viene culturalmente accettato può esserci la volontà di
occultamento da parte dello stesso suicida che, per evitare che la sua famiglia
debba vergognarsi, può nascondere il proprio suicidio facendolo apparire come
incidente stradale, sul lavoro o accidentale. Oppure volontà dei familiari che,
con l’appoggio più o meno compiacente dei medici o delle forze dell’ordine,
possono, ad esempio, registrare come caduta accidentale un defenestramento. La
cultura dell’accettazione del suicidio ha, quindi, una grande importanza
nell’incidere sulla statistica. Ricordiamo che fino al secolo scorso al suicida
veniva negata la cerimonia religiosa e la tumulazione nei normali cimiteri. In
realtà non vi è un vero e proprio aumento dei suicidi ma, probabilmente la
crisi economica, con le sue conseguenze, può fungere da fattore
scatenante.
La perdita della sicurezza
economica, dell’immagine sociale o gli stenti di una situazione di precarietà
sicuramente fungono da fattori di malessere esistenziale e provocano momenti di
intensa angoscia. La descrizione più frequente è quella di una persona che si
dibatte fra depressione, autosvalutazione e malesseri psicofisici da molto
tempo che, d’un tratto, incorre in un evento che “fa traboccare il vaso”.
Improvvisamente quella persona si descrive come lucida e calma perché ha
superato un limite mentale e la decisione suicida appare chiara e semplice.
Gli uomini si suicidano dalle cinque alle dieci volte di più delle
donne perché nell’educazione loro impartita esiste ancora il mito della forza
d’animo. “Devi essere forte, farcela da solo, essere come James Bond che anche
nella situazione più disperata se la cava, non devi essere una femminuccia”. Le
donne educate a essere più umili e accettare la loro fragilità quando
soffrono ne parlano fra di loro, con l’amica del cuore, non hanno timore a
recarsi dal medico, ad assumere farmaci se necessario, ad accettare consigli. Occorre
che si descriva l’uomo come esso è,
una persona fragile con problemi esistenziali, con dubbi difficili da dirimere
e con la necessità di stare vicino ad altri esseri umani. Sarebbe parlare del
suicidio anche quando non fa notizia e sdoganando la depressione come una
malattia “normale” che può capitare nella vita di ognuno di noi dal ricco al
povero, intelligente e stupido, famoso o sconosciuto.
giovedì 8 marzo 2012
LA NOSTALGIA
Il termine nostalgia, pur derivato dal greco, come molti termini scientifici, era sconosciuto al mondo greco. Entra nel vocabolario europeo nel XVII secolo per opera del medico svizzero Johannes Hofer, alle prese con una patologia diffusa tra i suoi connazionali, costretti dall'arruolamento come truppe mercenarie a restarsene lontani a lungo dai monti e dalle vallate della repubblica elvetica. «Nostalgia» è infatti la designazione dotta del «mal du pays» o «Heimweh» (letteralmente il dolore della casa). Tale stato patologico era così grave che spesso portava alla morte i soggetti che ne erano colpiti e nessun intervento medico valeva a ridare loro le forze e la salute a meno che non li si riportasse verso casa. A partire dalla fine del XVIII secolo e soprattutto nella prima metà del secolo successivo, accanto all'interesse medico, la nostalgia convoglia notevoli attenzioni in ambito poetico e musicale, in corrispondenza con l'ondata migratoria dall'Est Europa. Tuttavia, è soltanto a partire da Charles Baudelaire che il termine si libera dal riferimento a precisi luoghi o al passato infantile, per assurgere a condizione di anelito indefinito. la nostalgia può promuovere la salute psicologica.Indurre nostalgia in un gruppo di volontari per lo studio, ha portato nei sentimenti generalmente positivi del gruppo, tra cui una maggiore autostima e un maggior senso di sentirsi amato e protetto da altri. Inoltre, un recente studio ha anche dimostrato che nostalgia contrasta gli effetti nocivi della solitudine, aumentando la nostra percezione di sostegno sociale. E in questo stesso studio ha rilevato che la solitudine può innescare nostalgia.
Un'altra importante funzione di nostalgia può essere quello di rafforzare i legami tra il nostro passato e il nostro presente. Cioè, la nostalgia può fornire una visione positiva del passato e questo potrebbe aiutarci a sviluppare un maggiore senso di continuità e di dare più senso alla nostra vita. I ricercatori suppongono che la nostalgia può anche avere maggiore importanza per gli anziani, perché sono più vulnerabili all'isolamento sociale e, quindi, nostalgia può aiutarli a superare i sentimenti di solitudine.
venerdì 17 febbraio 2012
Le tue emozioni...il tuo agito
Tutto ciò che in questo momento vorresti dire, tutto quello che provi e che vivi, prova a condividerlo con me!
IL DISAGIO
Il disagio sociale, dal punto di vista psicologico, consiste in varie forme di inadeguatezza dell’individuo rispetto al sistema sociale in cui vive, che lo portano a uno stato di sofferenza o all’assenza di benessere.
Vi sono 3 tipi di disagio sociale:Frustrazione da anomia – stato di angoscia e smarrimento provato nel rapportarsi con le norme sociali. Anomia significa “condizione caratterizzata dalla mancanza di precise norme sociali”.Solitudine – isolamento, mancanza di affetti e di sostegno concreto e psicologico, disadattamento, in alcuni casi insufficiente acquisizione delle abilità sociali (saper comunicare, gestire i conflitti e i problemi, prendere decisioni, saper distribuire la leadership).
Timidezza – senso di disagio e di impaccio che si prova nel rapporto con gli altri.
Vi sono 3 tipi di disagio sociale:Frustrazione da anomia – stato di angoscia e smarrimento provato nel rapportarsi con le norme sociali. Anomia significa “condizione caratterizzata dalla mancanza di precise norme sociali”.Solitudine – isolamento, mancanza di affetti e di sostegno concreto e psicologico, disadattamento, in alcuni casi insufficiente acquisizione delle abilità sociali (saper comunicare, gestire i conflitti e i problemi, prendere decisioni, saper distribuire la leadership).
Timidezza – senso di disagio e di impaccio che si prova nel rapporto con gli altri.
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